Casale - Alla scoperta di Civitella Roveto

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Casale

Storia e archeologia

Il vicus di Casale è situato alla base del M. Orbetta lungo la strada che da Antinum portava ai Piani Palentini, esso presenta notevoli resti urbanistici di media e tarda età repubblicana e successiva età imperiale. I resti murari delle abitazioni sono in opera cementizia o incerta ad esclusione di un solo muro di terrazzamento a monte in opera poligonale raffinata, ben conservato, della lunghezza di 7 metri, risalente al II sec. d.C. Il nucleo centrale dell'antico villaggio romano è delimitato dalla strada a monte dell'abitato lungo la quale sono state ritrovate numerose tombe a cappuccina di età imperiale, da una sorgente e da un probabile santuario interno. Sui terreni vicini sono numerosi i resti di tegolame e vasellame, frammenti di pavimenti (opera signina e tessere di mosaico bianche e nere) e pietrame da costruzione. A circa 200 metri dal muro poligonale infatti, si trovano i resti di un’abitazione con pavimento in coccio-pesto e muri in opera cementizia in pietrame, risalente sempre al periodo tardo repubblicano.


Molti sono anche i ritrovamenti di metallo come frammenti di fistulae plumbee (tubi in piombo per condutture), chiodi in ferro e bronzo, decorazioni varie.
Sono documentati anche rinvenimenti di numerose monete
in bronzo e argento.
A circa 300 metri dal muro in opera poligonale, proseguendo lungo il percorso della via antica di mezzacosta in direzione di Capistrello, su una piccola parete rocciosa sono ricavate, a circa due metri di altezza, due piccole edicole. La località è detta la "fabbrica del bronzo" dato il rinvenimento sulle due nicchie, secondo la tradizione popolare, di due bronzetti
di Ercole.

Nella località "Cisterna", poco distante dal vicus di Casale, sono visibili i resti di un piccolo ambiente voltato in opera incerta con tracce di signino (materiale edilizio impermeabile) nel rivestimento interno, ambiente con tutta probabilità riferibile ad una cisterna collegata alla piccola sorgente vicina posta a monte.

Proprio nelle vicinanze è stato rinvenuto un frammento di fistula plumbea, lungo cm. 43 ed alto 6, con iscrizione a lettere a rilevo: A (ulus), Caecina, Anthus, f (ecit). La presenza della fistula e del gentilizio del Caecina potrebbe provare interessi nell’area della grande famiglia senatoriale di origine etrusca nel corso del I secolo d.C.
Un’ambiente della villa o di una domus, è ancora conservato in una stalla vicina alla piccola cisterna, con interessanti resti di un affresco di stile pompeiano con motivo a tenda drappeggiata, databile verso la metà del I secolo a.C. Eccezionale è il riutilizzo dell’ambiente, dotato probabilmente di pavimento in cocciopesto rosso con inserti marmorei, e lo stato di conservazione del manufatto architettonico che fanno ben sperare in ricerche di scavo nell’area. Da notare che le decorazioni parietali della casa o villa di Cisterna hanno riscontro nella vicina Alba Fucens negli affreschi della domus posta presso l’entrata nord dell’anfiteatro, scavata nel 1975.


PIANTA DEL VICUS DI CASALE
1 - Muro di terrazzamento in opera poligonale; 2 - Muro in opera cementizia; 3 - Strada antica (in verde); 4 - Tombe a cappuccina; 5 - Santuario rupestre; 6 - Muri affioranti in superfice; 7 - Sorgente; 8 - Resti di abitazione con pavimento in cocciopesto.

 
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